Credito d’imposta Transizione 5.0 e utilizzo in compensazione

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  Recensione di Roberto Castegnaro     Pubblicata il 13/01/2026

Autore: Testo di Legge Circ. Risoluzione Fonte: Agenzia Entrate del 13/01/2026


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Un quadro chiaro e strutturato, riducendo il rischio di errori e facilitando la fruizione del beneficio fiscale in modo ordinato e conforme alle regole


Con la risoluzione n. 1 del 12 gennaio 2025 l’Agenzia delle entrate chiarisce come gestire il tax credit concesso alle imprese dal Dl n. 19/2024, nell’ambito delle misure previste dal Piano transizione 5.0, e non utilizzato entro il 31 dicembre 2025: la somma residua viene automaticamente ripartita in cinque quote annuali di pari importo, riferite agli anni dal 2026 al 2030, e visibili nel cassetto fiscale.

Il Piano transizione 5.0 è uno degli strumenti con cui il legislatore intende sostenere la trasformazione digitale ed energetica delle imprese e del Paese. Il credito d’imposta previsto dall’articolo 38 del decreto legge n. 19/2024 nasce proprio con l’obiettivo di favorire investimenti innovativi, capaci di migliorare l’efficienza dei processi produttivi e ridurre l’impatto ambientale.
Lo stesso articolo 38 disciplina le modalità di utilizzo del credito d’imposta, stabilendo che esso può essere fruito esclusivamente in compensazione, tramite modello F24, e solo dopo che il Gse ha trasmesso all’Agenzia delle entrate l’elenco delle imprese ammesse. Il comma 13 del medesimo articolo prevede inoltre che il credito non utilizzato entro il 31 dicembre 2025 debba essere riportato in avanti e suddiviso in cinque quote annuali di pari importo. La risoluzione interviene su questo punto, fornendo indicazioni operative per la gestione del credito residuo.

Ripartizione del credito residuo

Come anticipato, il documento di prassi spiega che il credito d’imposta non utilizzato entro la fine del 2025 viene automaticamente ripartito in cinque quote annuali di pari importo, riferite agli anni dal 2026 al 2030. Le quote risultano visibili nel cassetto fiscale dell’impresa, all’interno dell’area riservata del sito dell’Agenzia delle entrate, dove è possibile controllare l’importo complessivo residuo, la quota spettante per ciascun anno e l’esatta annualità di utilizzo. Questo sistema riduce il rischio di errori nella fase di compensazione.

Per utilizzare ciascuna quota annuale, l’impresa deve presentare il modello F24 esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, indicando il codice tributo 7072 istituito con la risoluzione n. 63/2024.

Nel modello deve essere riportato l’anno di riferimento della quota utilizzabile, nel formato “AAAA”, così da consentire all’Agenzia di verificare la corretta imputazione dell’importo.
Se il modello contiene errori o importi eccedenti, viene scartato e la comunicazione dello scarto è resa disponibile tramite ricevuta consultabile tramite i servizi telematici. Questo per garantire un utilizzo corretto del credito d’imposta.

Effetti sul plafond 2024/2025

La risoluzione infine chiarisce che, una volta effettuata la ripartizione in cinque quote annuali, il plafond relativo agli anni 2024 e 2025 viene ridotto dell’importo ripartito. Di conseguenza, il credito residuo al 31 dicembre 2025 risulta pari a zero, poiché l’intero ammontare non utilizzato viene redistribuito sulle annualità dal 2026 al 2030.

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