IRS n. 20 – Ritorno al passato per la rendicontazione di sostenibilità nelle PMI
Recensione di Roberto Castegnaro Pubblicata il 09/03/2026
Autore: Autori Vari Fonte: Commercialisti Consiglio Nazionale del 09/03/2026
Nuovamente da Obbligo a Compliance Strategica
ll quadro normativo europeo sulla sostenibilità ha vissuto una rapida metamorfosi, passando dall’ambiziosa estensione della CSRD alla significativa semplificazione introdotta dal Pacchetto Omnibus I del 2025. La riforma ha innalzato le soglie dimensionali, ridotto gli oneri amministrativi per le PMI e posticipato le scadenze applicative.
Per evitare costi inutili in una fase di riforma, il Parlamento e il Consiglio Europeo hanno approvato uno slittamento dei termini. In particolare:
• L’applicazione per le grandi imprese non ancora soggette alla rendicontazione è posticipata dal 2025 al 2027.
• Per le PMI quotate, l’obbligo slitta dal 2026 al 2028.
• Il termine di recepimento della direttiva CSDDD è stato fissato a luglio 2028, con entrata in vigore delle norme il 26 luglio 2029.
In Italia, il recepimento nazionale della CSRD (D.Lgs. 125/2024) dovrà ora coordinarsi con queste nuove disposizioni europee.
Nonostante la riduzione del perimetro dell’obbligo normativo, la rendicontazione di sostenibilità rimane un asset strategico.
Il nuovo standard VSME, pubblicato da EFRAG il 3 dicembre 2025, diventa il riferimento fondamentale per le PMI che desiderano mantenere l’accesso al credito e ai mercati internazionali. Questa, almeno, deve essere l’interpretazione del
principio alla base della semplificazione (ri)proposta dalla Commissione Europea.
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