La vendita d’arte occasionale può generare redditi diversi
Recensione di Roberto Castegnaro Pubblicata il 03/09/2026
Autore: Testo di Legge Circ. Risoluzione Fonte: Agenzia Entrate del 03/09/2026
Dirimente la distinzione fra le figure del mercante d'arte che genera redditi d’impresa, lo speculatore occasionale, che consegue redditi diversi, e il semplice collezionista
La Cassazione, con la sentenza 27479 del 21 luglio 2026, ha stabilito che l'individuazione del contribuente quale speculatore occasionale si fonda su specifici indici quali lo scopo dell'acquisto, le attività finalizzate a facilitare la vendita e l'esame delle ragioni che hanno portato all'alienazione, il numero e il valore delle alienazioni nel corso di un triennio o comunque con riferimento a un periodo eccedente la singola annualità.
Il contenzioso ha preso le mosse da una sentenza del Tribunale di Massa, che aveva ritenuto un’imputata colpevole del delitto previsto dall'articolo 4 del Dlgs 74/2000, per aver indicato nelle dichiarazioni annuali dei redditi e Iva, relative a un determinato anno di imposta, elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo ed elementi passivi inesistenti, così evadendo l'Irpef e l’Iva per importi rilevanti. La sentenza è stata parzialmente riformata dalla Corte di appello di Genova.
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