DAI COMMERCIALISTI I SUGGERIMENTI PER CONTE

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  Recensione di Roberto Castegnaro     Pubblicata il 05/04/2020

Autore: Vedi Articolo Fonte: Internet del 05/04/2020


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Miani: “Il Governo deve intervenire senza indugio per arginare l’emergenza economico-finanziaria, ancor più che sanitaria, in atto”


La categoria torna a lanciare l’allarme sulla tenuta del quadro economico nazionale, come già fatto ripetutamente in queste settimane.

La recente proroga al 13 aprile 2020 delle restrizioni all’apertura delle attività economiche e delle limitazioni agli spostamenti delle persone, oltre alle urgenti decisioni in materia di liquidità e tutela del lavoro, convince infatti sempre più i commercialisti dell’assoluta necessità di intervenire senza indugio:

  • ampliando a tutte le categorie la sospensione dei versamenti almeno fino al prossimo mese di settembre, a cominciare da quelli relativi alle dichiarazioni IRPEF, IRES, IRAP e IVA;
  • inserendo tra i pagamenti sospesi anche di quelli derivanti da avvisi bonari, accertamenti con adesione e altri istituti deflativi del contenzioso nonché da transazioni fiscali, accordi di ristrutturazione dei debiti o piani del consumatore;
  • ammettendo la compensazione dei crediti 2019 relativi a imposte dirette e IRAP anche prima della presentazione della relativa dichiarazione e riducendo la misura degli acconti relativi alle medesime imposte;
  • sospendendo il blocco delle compensazioni in presenza di debiti scaduti di importo superiore a 1.500 euro e il blocco dei pagamenti da parte delle amministrazioni pubbliche in presenza di debiti scaduti di importo superiore a 5.000 euro, nonché i pignoramenti presso terzi;
  • estendendo l’esonero dalla ritenuta d’acconto ai compensi percepiti dai professionisti fino a settembre 2020, includendo anche quelli con dipendenti o collaboratori;
  • concedendo la facoltà di considerare il 2020 un periodo di non normale svolgimento dell’attività ai fini degli ISA;
  • sterilizzando la disciplina sulle società di comodo e in perdita sistematica;
  • riproponendo la moratoria sulle sanzioni relative alla tardiva trasmissione delle fatture elettroniche e dei corrispettivi telematici;
  • prolungando la sospensione dei termini processuali almeno a tutto il mese di giugno;
  • sospendendo i termini di decadenza dalle agevolazioni tributarie”.

Se è vero infatti, come afferma la relazione di accompagnamento al Decreto Cura Italia e ribadito dall’Agenzia delle entrate nella circolare emanata ieri, che tale norma intende favorire i contribuenti in difficoltà per l’emergenza in atto, evitando la notifica di atti impositivi nei loro confronti altrimenti necessaria, tale obiettivo sarebbe più giusto realizzarlo prorogando non i termini di notifica in favore dell’erario, bensì i termini di proposizione del ricorso a favore dei contribuenti o, quanto meno, limitando la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza ad un periodo corrispondente alla durata della sospensione dell’attività degli Uffici degli enti impositori”.

“Se il Governo non riterrà di provvedere in tal senso – conclude il presidente dei Commercialisti –, non ci si potrà più nascondere dietro alle pur dichiarate “buone intenzioni” e tutti potranno constatare, malgrado tutto, quali siano state le finalità realmente perseguite dalla norma, a dispetto di ciò di cui i contribuenti avrebbero invece effettivamente bisogno in questo periodo di assoluta emergenza”.

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