DICHIARAZIONE DEI REDDITI TARDIVA

[Interessante]

  Recensione di Roberto Castegnaro     Pubblicata il 27/01/2026

Autore: Vedi Articolo Fonte: Agenzia Entrate del 27/01/2026


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Entro il 29 gennaio, versando 25 euro col codice tributo 8911 oltre al ravvedimento delle eventuali imposte non versate.


Chi non ha presentato la dichiarazione dei redditi alla scadenza ordinaria del 31 ottobre può porvi rimedio con sanzioni minime rimediare.

La dichiarazione dei redditi può infatti essere presentata in versione “tardiva” ovvero entro 90 giorni dal termine ordinario del 31 ottobre, quindi fino al 29 gennaio.

Oltre questa data, la dichiarazione è considerata omessa e le conseguenze diventano più onerose.

Chi deve attivarsi e quali modelli utilizzare
I contribuenti che hanno saltato l’appuntamento del 31 ottobre devono godono del termine favorevole fino al 29 gennaio 2026.

Interessati sono le persone fisiche, società di capitali ed enti commerciali, società di persone ed enti non commerciali.

L’Agenzia mette a disposizione i software di compilazione, le procedure di controllo e le specifiche tecniche per la trasmissione telematica.

L’invio tradivo può essere effettuato direttamente dal contribuente, dal commercialista o, nel caso di gruppi societari, da una società del gruppo.

Le persone fisiche possono utilizzare anche la dichiarazione dei redditi precompilata, che è disponibile anche per i titolari di partita Iva, compresi coloro che aderiscono al regime di vantaggio o forfetario.  

Sanzioni costi e adempimenti

La dichiarazione trasmessa entro 90 giorni dalla scadenza non è nei termini, ma è considerata validamente presentata.

Si dovrà versare la sanzione per la tardività pari a 25 euro, un decimo della sanzione minima di 250 euro prevista per l’omessa dichiarazione.

Il versamento va effettuato tramite modello F24 utilizzando il codice tributo 8911.

Se sono dovute imposte, oltre alla mini-sanzione, andranno versati:

  • i tributi dovuti
  • gli interessi moratori calcolati al tasso legale, giorno per giorno
  • la sanzione relativa all’omesso versamento, riducibile secondo le regole del ravvedimento operoso.

Se invece la dichiarazione viene presentata oltre il 29 gennaio 2026, sarà considerata omessa, con aggravio delle sanzioni.

Sanzioni più leggere con il ravvedimento operoso

Oltre al versamento dei 25 euro, il mancato pagamento delle imposte, se dalla dichiarazione risultano imposte a debito,va sanato con il ravvedimento operoso.

In particolare, la sanzione base da ridurre è quella prevista dall’articolo 13 del Dlgs n. 471/1997, che varia a seconda della data di regolarizzazione della violazione.

La sanzione base sarà pari:

•          al 25% dell’imposta, se il versamento  è eseguito con un ritardo superiore a 90 giorni rispetto alla scadenza

•          al 12,5% dell’imposta, se il versamento è eseguito con un ritardo non superiore a 90 giorni

•    allo 0,83% per ogni giorno di ritardo, fino a 15 giorni.

Esempi:

•          regolarizzazione dopo 15 giorni, ma entro 30 → sanzione ridotta 1,25% (1/10 di 12,5%)

•          regolarizzazione dopo 2 giorni → sanzione ridotta 0,17% (1/10 di 1,66%).

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