Norme di comportamento dell’organo di controllo degli enti del Terzo settore
Recensione di Roberto Castegnaro Pubblicata il 19/02/2026
Autore: Autori Vari Fonte: Commercialisti Consiglio Nazionale del 19/02/2026
Le “nuove” Norme di comportamento giungono a cinque anni dalla precedente, e prima, versione.
La base di riferimento resta costituita dalle Norme di comportamento del collegio sindacale delle società non quotate; ciò ha comportato uno sviluppo coordinato delle disposizioni da parte delle aree di delega “Enti del Terzo settore” e “Sistemi di controllo e di revisione”.
La rivisitazione del testo non si è tuttavia limitata a un aggiornamento “adattato” dalle Norme del collegio sindacale. Oltre alle modifiche più strettamente di tipo “societario”, come l’introduzione della Norma ETS sulle assemblee totalitarie o i controlli connessi al whistleblowing, sono state considerate anche le specificità del Terzo settore: ciò ha portato, ad esempio, all’inserimento di una Norma dedicata ai controlli sulle Associazioni di promozione sociale e sulle Organizzazioni di volontariato, che da sole rappresentano circa l’80% degli enti del Terzo settore.
Particolare attenzione è stata riservata agli enti di minori dimensioni. L’Introduzione alle Norme sottolinea come un approccio basato sul rischio comporti anche una scalabilità dei controlli, così da tener conto delle dimensioni e della complessità delle attività svolte.
Gli obblighi e gli adempimenti che riguardano gli enti del Terzo settore, infatti, crescono in modo proporzionale alla loro struttura organizzativa. Per questa ragione, alcune Norme si applicano solo al verificarsi di particolari condizioni:
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