L’apertura di una successione (alla morte della persona) provoca l’instaurazione della cosiddetta “chiamata all’eredità”, vale a dire la fase di individuazione dei soggetti che, per testamento o per legge, possono conseguire il patrimonio ereditario effettuando l’accettazione dell’eredità stessa.
Attraverso l’accettazione, il chiamato all’eredità diventa erede e subentra nell’intero patrimonio attivo e passivo del defunto, se però la parte passiva (i debiti) supera la parte attiva, l’erede è chiamato a rispondere dei debiti del defunto, sia con i beni ereditati e con il proprio patrimonio personale .
L’accettazione si può compiere o in forma espressa, dichiarando esplicitamente di accettare l’eredità o in forma tacita vale a dire compiendo un’attività inerente all’eredità quindi ad esempio esercitando i diritti del proprietario.
L'accettazione dell’eredità, si compie anche col semplice possesso (disponibilità materiale) di uno o più beni ereditari, non importa il valore, per oltre tre mesi, è questo il sistema di accettazione più frequente da parte dei familiari del de cuius.
Cassazione sul caso del chiamato in possesso dei beni ereditari
Autore: Busani Angelo Fonte: Il Sole 24 Ore del 24/11/2021Recensione di Roberto Castegnaro