Credito d’imposta Industria 4.0: diminuisce il tax saving

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  Recensione di Roberto Castegnaro     Pubblicata il 26/12/2019

Autore: Gaiani Luca Fonte: Il Sole 24 Ore del 24/12/2019


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Il nuovo meccanismo risulta sconveniente per chi effettua investimenti per oltre 10 milioni l’agevolazione estesa a forfettari e agricoli


I commi 184-195 della legge di bilancio 2020 riscrivono le agevolazioni per gli investimenti, previsto un credito di imposta da utilizzare in compensazione nell' F24.

Il credito si calcola in percentuale sul valore del bene, variabile a seconda della tipologia dello stesso.

Per i beni materiali nuovi diversi da quelli 4.0 (ex superammortamento 30%), il credito di imposta sia per imprese che per i professionisti sarà pari al 6% su un costo massimo di 2 milioni di euro contro i 2,5 milioni prima previsti.

Per i beni di cui all’allegato A alla legge 232/2016 interconnessi alla rete aziendale, il credito è calcolato a scaglioni:

  • 40% fino a 2,5 milioni
  • 20% tra 2,5 a 10 milioni.

Oltre i 10mln. nessun beneficio.

C'è poi il credito di imposta del 15%, sugli investimenti in software di cui all’allegato B della legge 232/2016 da parte di chi investe in industria 4.0 qui il limite di spesa è di 700.000 euro.

Gli investimenti agevolati sono quelli effettuati nell’anno 2020 e anche nel 1° semestre del 2021 se entro il 2020 sono ordinati ed é pagato un acconto del 20%.

Non sono agevolabili le autovetture, gli immobili e i cespiti con coefficiente di ammortamento inferiore al 6,5%.

 

L’utilizzo del credito decorre dall’anno successivo alla entrata in funzione (o da quello in cui avviene l’interconnessione se successiva) da capire se l'utiizzo di questi crediti è vincolato alla presentazione della dichiarazione dei redditi.

 

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