Germania le regole fiscali

[Interessante]

  Recensione di Roberto Castegnaro     Pubblicata il 01/04/2026

Autore: Vedi Articolo Fonte: Agenzia Entrate del 01/04/2026




Il sistema tributario è articolato su tre diversi livelli


Il sistema fiscale tedesco è regolato dal Codice tributario pubblicato nel 2002 che raccoglie in un'unica norma gli elementi comuni a tutte le imposte, le caratteristiche specifiche delle principali imposte e i meccanismi di accertamento, riscossione, contenzioso, eccetera. Come previsto dalla Costituzione, il sistema di tassazione è articolato su tre diversi livelli:

  • il governo federale (Bund);
  • i governi regionali (Länder);
  • quelli dei comuni (Gemeinden).

La legge indica il livello a cui viene gestita ciascuna imposta che può essere: il governo federale o i Länder sia come agente per conto del governo federale che per conto proprio. Le quote di spettanza di ciascun ente territoriale sono stabilite in sede costituzionale per tutte le imposte tranne che per l'Iva. Per questa, infatti, la Costituzione rinvia a una apposita legge federale frequentemente modificata per tenere conto di eventuali esigenze congiunturali. Nel corso del 2022 sono state approvate alcune modifiche dell’Imposta sui redditi che sono entrate in vigore il 1° gennaio 2023.


La tassazione delle persone fisiche

Le persone fisiche residenti sono tassate su tutti i loro redditi mentre quelle non residenti solo su quelli di fonte tedesca.

Si è considerati residenti in Germania se vi si soggiorna per più di sei mesi. Sono considerati redditi imponibili tutti i proventi dell'attività lavorativa (dipendente o autonoma) in qualsiasi forma erogati, i redditi da capitale e gli altri redditi.
Sono deducibili dal reddito alcune tipologie di spese tra le quali:

  •  premi assicurativi (fino a 101.400 euro per l’assicurazione pensionistica e per quella sulla disoccupazione e fino a 69.750 euro per quella sulle spese sanitarie)
  •  alcuni costi per la formazione del reddito (formazione professionale, trasporti eccetera)
  •  spese per l’istruzione e l’assistenza all’infanzia (asili nido, baby-sitter, eccetera) fino ad un massimo di 4.800 euro)
  •  donazioni ad associazioni caritative, culturali e sportive fino al 20% del reddito. L’imposta ecclesiastica è pienamente deducibile.
  •  alimenti pagati ai coniugi divorziati (i quali costituiscono reddito imponibile per il ricevente) fino a 13.805 euro.

I contribuenti ricevono un contributo mensile pari a 259 euro per ciascun figlio a carico di età fino al compimento dei 18 anni (25 anni se impegnati in attività di formazione a tempo pieno o disabili). In aggiunta per le famiglie a basso reddito è prevista un ulteriore contributo di 297 euro. In alternativa possono chiedere una deduzione dal reddito pari a 5.760 euro per figlio, se tale opzione risultasse più vantaggiosa. Per le famiglie a basso reddito è prevista una deduzione fino a 12.096 euro per le spese di sussistenza.

A partire dal 2023 i lavoratori che svolgono lavoro da remoto possono dedurre 6 euro per ogni giorno di attività da casa fino ad un limite di 1.260 euro l’anno.


I redditi sono soggetti ai seguenti scaglioni di reddito. 

 

Aliquota % Classi di reddito (in euro)
Esente Fino a 12.348
Aliquota progressivamente crescente da 14% a 24% da 12.348 a 17.799
Aliquota progressivamente crescente da 25% a 41% da 17.800 a 69.878
42% tra 69.879 a 277.825
45% da 277.826

Un contributo di solidarietà destinato ai Länder orientali viene calcolato in percentuale all’imposta sui redditi dovuta. Il contributo, che non è dovuto per redditi inferiori ai 65.500 euro, ha un’aliquota crescente per redditi fino a 101.400 euro, per poi rimanere fisso al 5,5% per gli importi maggiori a questa soglia.  Per coloro che sono affiliati alle Chiese riconosciute si aggiunge anche una imposta ecclesiastica a favore di queste.
Nel caso di coppie che presentino dichiarazioni dei redditi congiunte gli estremi degli scaglioni di reddito sono raddoppiati. 

Le plusvalenze derivanti da cessioni di immobili sono esenti da tassazione se sono posseduti da almeno dieci anni, altrimenti seguono la tassazione ordinaria.
I redditi da capitale (interessi, dividendi e plusvalenze) non rientrano nel reddito imponibile ma sono soggetti ad aliquota unica del 25% cui si aggiunge il contributo di solidarietà. Nel caso dei dividendi e interessi, la tassazione viene applicata con ritenuta alla fonte a titolo di imposta.
I datori di lavoro e altri soggetti pagatori hanno l’obbligo di effettuare le ritenute relative all’imposta sui redditi, alla sovrattassa di solidarietà e all’eventuale imposta per le Chiese.
La dichiarazione dei redditi deve essere presentata entro il 31 luglio dell’anno successivo a quello di riferimento. A seguito di tale dichiarazione le autorità fiscali provvederanno a controllarla e ad emettere un atto di liquidazione con il quale il contribuente potrà pagare l’eventuale saldo. Le coppie sposate devono presentare una dichiarazione congiunta.

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