Pagamenti dei tributi catastali con F24
Recensione di Roberto Castegnaro Pubblicata il 03/04/2026
Autore: Testo di Legge Circ. Risoluzione Fonte: Agenzia Entrate del 03/04/2026
Stop ai conti postali provinciali dal 1° giugno 2026 tutti i versamenti tramite modello F24. Previsti rimborsi delle somme residue e al 30 dicembre 2026 chiusura definitiva dei conti
Con il provvedimento del 2 aprile 2026, viene disposta la soppressione dei conti correnti postali provinciali utilizzati per il pagamento dei tributi catastali e ipotecari.
A partire dal 1° giugno 2026, i versamenti delle somme dovute sono effettuati unicamente tramite modello F24.
Di conseguenza è esclusa la riscossione diretta da parte degli Uffici provinciali –Territorio e l’annotazione a campione certo di tali somme.
Somme residue
Per quanto riguarda la gestione delle somme già versate e rimborsi, gli utenti che hanno ancora disponibilità sui conti provinciali possono usarle per 3 mesi (fino al 1° settembre 2026) per presentare atti di aggiornamento catastale.
Dopo tale periodo, i residui possono essere richiesti a rimborso entro i due mesi successivi tramite piattaforma telematica.
Le somme non richieste vengono riversate all’Erario, ma è possibile chiederne il rimborso entro i termini di prescrizione, presentando apposita istanza all’Ufficio provinciale - Territorio.
Tutti i conti correnti postali provinciali intestati agli Uffici provinciali – Territorio saranno chiusi il 30 dicembre 2026.
Dal 1° giugno 2026, quindi, tutte le somme dovute a seguito di:
- avvisi di liquidazione;
- atti di contestazione;
- irrogazione di sanzioni.
Dovranno essere pagate esclusivamente con F24. I crediti ancora in carico agli Uffici e non riscossi saranno iscritti a ruolo.
In conclusione, il provvedimento punta a razionalizzare i processi di riscossione, ridurre gli oneri amministrativi e migliorare la qualità dei servizi erogati e ridurre gli adempimenti contabili a carico degli Uffici provinciali-Territorio, in linea con le misure di razionalizzazione della spesa previste dal “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025”.
Il provvedimento non da indicazioni sui codici tributo da utilizzare.
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