TRASPARENZA RETRIBUTIVA, IL RECEPIMENTO ITALIANO TRA SEMPLIFICAZIONI NORMATIVE E CRITICITA’ OPERATIVE

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  Recensione di Giuseppe Filippi     Pubblicata il 08/06/2026

Autore: Carrà Simone Fonte: Guida al Lavoro nr. 23 del 08/06/2026


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Con il d. lgs. 96/2026 è stata recepita la Direttiva UE 2023/970.


Il decreto legislativo mira a garantire l’applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore, attraverso la trasparenza retributiva.

L’applicazione di un CCNL stipulato da organizzazioni comparativamente più rappresentative garantisce già una presunzione di conformità ai principi di parità e trasparenza.

Negli annunci dovrà essere precisata la retribuzione iniziale o la fascia retributiva prevista per la posizione di lavoro ricercata. Non sarà possibile chiedere ai candidati informazioni sulle precedenti retribuzioni.

I lavoratori avranno il diritto di richiedere, per iscritto e non più di una volta all’anno, informazioni sui livelli retributivi medi, ripartiti per sesso, relativi alle categorie che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore. Il datore di lavoro dovrà rispondere entro due mesi, garantendo che i dati forniti non consentano l’identificazione delle retribuzioni individuali.

Non sono ammesse clausole di riservatezza che impediscano ai lavoratori di rendere nota la propria retribuzione.

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