D.lgs. Omnibus e perdite estere nelle fusioni transfrontaliere

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  Recensione di Roberto Castegnaro     Pubblicata il 19/08/2026

Autore: Vedi Articolo Fonte: Agenzia Entrate del 19/08/2026


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Disciplinata la deduzione delle perdite maturate da società residenti in altro Stato Ue o in Stati dello Spazio economico europeo, divenute definitivamente inutilizzabili nello Stato di origine


L’articolo 10 del decreto legislativo n. 148 del 7 agosto 2026 modifica la disciplina generale del riporto delle perdite fiscali integrando l’articolo 181 del Tuir con i nuovi commi 1-bis, 1-ter e 1-quater.

La norma è collocata nel Titolo IV del decreto, dedicato alla revisione della fiscalità internazionale, e, nello specifico, all’interno del Capo I, rubricato Modifiche al regime del riporto delle perdite fiscali estere definitive”.

La disposizione assume particolare rilievo perché interviene su un tema da tempo caratterizzato dall’interazione tra disciplina nazionale e diritto unionale: la possibilità di attribuire rilevanza, nello Stato di residenza della società risultante dalla riorganizzazione, alle perdite maturate da una società residente in un altro Stato membro e divenute definitivamente inutilizzabili nello Stato di origine.

In tal senso l’articolo 6, lettera e), numeri 2), 3) e 4) della legge 111/2023 (delega fiscale) prevede, nell’ambito dei criteri direttivi di revisione dell’Ires, il riordino del regime di compensazione delle perdite fiscali e di circolazione di quelle delle società partecipanti a operazioni straordinarie, con l’osservanza, in particolare, dei seguenti princìpi: “… 4) definizione delle perdite finali ai fini del loro riconoscimento secondo i princìpi espressi dalla giurisprudenza degli organi giurisdizionali dell’Unione Europea”.

Con l’entrata in vigore del Dlgs n. 148/2026 (il cosiddetto “Correttivo fiscale Omnibus”), il legislatore italiano è dunque intervenuto per ampliare le tutele legate alle perdite fiscali definitive realizzate all’estero dalle società partecipate.

La novella regola il riconoscimento in Italia delle perdite fiscali maturate da società residenti in un altro Stato dell’Unione europea o in determinati Stati aderenti allo Spazio economico europeo (See), quando tali perdite sono divenute definitivamente inutilizzabili nello Stato di residenza e la società estera partecipa a una fusione con una o più società residenti.

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